Prize "BìFoto" / International Festival Of Photography in Sardinia.

BìFoto – Festival Internazionale della Fotografia in Sardegna – giunge alla sua ottava edizione. Un traguardo importante che porta con sé entusiasmo ma anche voglia di riflessione.

Questo ottavo appuntamento si pone in linea di continuità con il percorso fin’ora seguito e conferma suo scopo principale la lettura del mondo, il tentativo di comprensione del quotidiano nel suo accadere. Allo stesso tempo, BìFoto alza la posta con un’edizione ancora più attenta alla Fotografia come mezzo privilegiato per scandagliare il mondo. Mantenendo ferma la tradizione, anche questa edizione prende le mosse da un “titolomusicale” e omaggia un grande protagonista italiano. Con “Ma il Cielo è Sempre più Blu” il BìFoto elegge padrino onorario Rino Gaetano, cantautore ironico, ruvido, apparentemente scanzonato ma in realtà acutamente impegnato nella denuncia sociale. Gli stessi aggettivi, la stessa attitudine di Gaetano cercherà di avere questa edizione del Festival, alternando differenti declinazioni della parola Fotografia. “Ma il Cielo è Sempre più Blu”, giocata su spiazzanti parallelismi che leggevano l’Italia degli anni Settanta, si dimostra ancora ferocemente attuale e diventa guida per leggere le contraddizioni non solo di una nazione ma di un’epoca. Una canzone come guida per analizzare un presente che non deve trovarci indifferenti o distanti ma partecipi e attenti e, soprattutto, convinti che, nonostante tutto, il cielo può essere sempre più blu.

Vincitori Premio BìFoto 2018

Rosi Giua – La parola riconquistata
Giacomo Infantino - Unreal
Gigi Murru – A/R
Francesca Pili - Abruxausu
Gian Marco Sanna – Malagrotta
Francesca Porcheddu (Menzione speciale) – The sound of silence
Christian Murgia (Miglior lavoro scuola “La Bottega della Luce”) – Fino alla fine della notte

BìFoto

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CAIELLI FINE ART AT MIA PHOTO FAIR 2018

Caielli Fine Art

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Inaugurazione della mostra "999 Domande" presso la Triennale di Milano

12-01-2018 21:16

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Non è una mostra sulla casa del futuro, perché, come ha detto il suo curatore Stefano Mirti, "nel futuro ci siamo già". Ma quella che dal 12 gennaio al 2 aprile apre la stagione 2018 della Triennale di Milano è "una grande indagine sul nuovo concetto di casa, di abitare, di senso di dimora nell'era tra mondo fisico e mondo digitale".

L'esposizione '999', presentata a Milano, è "una collezione di domande sull'abitare contemporaneo". "Una mostra che parte dalle tre grandi innovazioni di questi anni - ha detto Mirti - da quella tecnologica a quella del costume, fino ai cambiamenti del concetto stesso di famiglia e quindi di casa".

Nello spazio al primo piano una cinquantina di co-curatori provenienti da vari ambiti hanno allestito i loro suggerimenti per la casa vissuta da diversi punti di vista. Soluzioni per chi condivide l'abitazione con sconosciuti (l'isolamento acustico, la divisione degli spazi) o la casa vista da chi è malato di Alzheimer o chi in casa ci lavora. Soluzioni artigianali, di laboratorio, una manifattura digitale e con rispetto per l'ambiente. Come il laboratorio sui 'Lari', figure degli spiriti dei defunti tenuti in casa come protezione, reinterpretati in chiave moderna. Apre un'installazione Edison, partner della mostra, con le 999 domande a cui la nuova casa dovrebbe dare delle risposte. Fino ad aprile inoltre un lungo palinsesto di eventi legati alla rassegna.

La Repubblica

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