GIACOMO INFANTINO
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Maysa Moroni e Giulietta Palumbo in dialogo con gli studenti del Canon Student Programme



Terzo di una serie organizzata da Canon Europe e New Old Camera che ha già visto coinvolti Fabio Bucciarelli, Francesca Tosarelli e Mario Calabresi, l'appuntamento è stato dedicato ai Docenti e agli Studenti delle principali Scuole di Fotografia e ad una audience evidentemente coinvolta.
Il webinar ha offerto l'opportunità della preziosa testimonianza sia di "Alunni" delle passate edizioni del Canon Student Development Programme, che efficace presentazione alla loro carriera e ai traguardi professionali che li rendono attori nel settore.
Hanno partecipato all'incontro Giulietta Palumbo Content Editor di Magnum, Maysa Moroni Photo Editor di Internazionale e i fotografi Giacomo Infantino, Umberto Coa, Michele Spatari, Camilla Ferrari, Marika Ramunno, AlicePastorelli Photography.
Con la collaborazione di: Centro Romano di Fotografia e Cinema, Fondazione Studio Marangoni, Istituto Italiano di Fotografia, ISFCI - Istituto Superiore di Fotografia, IED Milano, Mohole, Officine Fotografiche Roma, Scuola Holden, Accademia di Belle Arti di Brera.

Canon student development programme 2020

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New Old Camera e Canon Europe vi invitano.

Terzo di una serie che ha già visto coinvolti Fabio Bucciarelli, Francesca Tosarelli e Mario Calabresi, l'appuntamento è dedicato a Docenti e Studenti delle principali Scuole di Fotografia e ad una audience evidentemente coinvolta.

Il webinar offrirà l'opportunità della preziosa testimonianza sia di "Alunni" delle passate edizioni del Canon Student Development Programme, che efficace presentazione alla loro carriera e ai traguardi professionali che li rendono attori nel settore.

Parteciperanno all'incontro anche Mentors coinvolti nelle precedenti edizioni, Giulietta Palumbo Content Editor di Magnum che di Maysa Moroni Photo Editor di Internazionale.

Maysa Moroni e Giulietta Palumbo a conversazione con Giacomo Infantino, Umberto Coa, Michele Spatari, Camilla Ferrari, Marika Ramunno, Alice Pastorelli

Vi aspettiamo numerosi.

Sabato 25 APRILE 2020 | ore 18:00
https://us02web.zoom.us/j/82748250680

Giacomo Infantino, Michele Spatari, Camilla Ferrari, Marika Ramunno, AlicePastorelli Photography.

Con la collaborazione di: Centro Romano di Fotografia e Cinema, Fondazione Studio Marangoni, Istituto Italiano di Fotografia, ISFCI - Istituto Superiore di Fotografia, IED Milano, Mohole, Officine Fotografiche Roma, Accademia Di Belle Arti Di Brera

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date: 24-04-2020 00:51

tags: Centro Romano di Fotografia e Cinema, Fondazione Studio Marangoni, Istituto Italiano di Fotografia, ISFCI - Istituto Superiore di Fotografia, IED Milano, Mohole, Officine Fotografiche Roma, Accademia Di Belle Arti Di Brera, Maysa Moroni, Giulietta Palumbo, Giacomo Infantino, Umberto Coa, Michele Spatari, Camilla Ferrari, Marika Ramunno, Alice Pastorelli, Canon, New Old Camera, Covid-19, Meeting,

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Panorami Contemporanei e Luoghi in Trasformazione Residenze di Fotografia in Italia II Edizione, 2019/2020. Milano - Padova - Parma.

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NOMINATI I VINCITORI

Sono stati selezionati i sei artisti under 35 vincitori del concorso Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione – Residenze di Fotografia in Italia 2019/2020 che si propone di indagare con l’arte e la fotografia i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro. Durante le residenze ospitate a Milano, Padova e Parma, la ricerca artistica dei giovani creativi verterà su alcune aree che sono state oggetto di interventi di rigenerazione, spesso promossi da amministrazioni pubbliche con l’intento di creare un equilibrato rapporto tra bisogni sociali, attività produttive, creatività e ambiente, determinanti per la crescita culturale delle comunità.

La Commissione, composta da Luigi Ratclif (Segretario Nazionale GAI), Matteo Balduzzi (curatore MUFOCO e coordinatore scientifico delle residenze), Antonio Maria Tedeschi (tutor città di Parma), Caterina Benvegnù (tutor città di Padova), Pietro Baroni (tutor città di Milano), ha vagliato le 104 candidature pervenute e ha decretato i beneficiari delle Residenze assegnando le sedi di ricerca fotografica con le seguenti motivazioni:

Giulia Bottiani (Varese, 1988) presenta una proposta originale sul tema della città e sulla rilettura dei luoghi della memoria che, partendo da un’analisi storica e urbanistica, possa condurre a elaborare una narrazione capace di riconquistare l’identità dei luoghi stessi. La proposta è particolarmente interessante nel percorso di riqualificazione dei distretti socio-culturali proposti dalla città di Parma.

Tomaso Clavarino (Torino, 1986) propone una ricerca fotografica che indaga visivamente il reale per frammenti, alla ricerca degli elementi di trasformazione. Il contesto metropolitano di Milano appare un ambito interessante di ricerca, con particolare attenzione alla percezione dei quartieri periferici da parte dei giovani under 30.

Giuliana Conte (Caserta, 1984) porta avanti una ricerca articolata, che utilizza la fotografia come strumento per generare relazioni all’interno di specifiche comunità. Il suo progetto artistico, incentrato sul coinvolgimento degli abitanti di alcuni stabili o condomini, è fortemente coerente con le specificità dell’area individuata dalla città di Padova.

Laura Fiorio (Verona, 1985) intende sviluppare un’indagine estetica partendo da progetti di pianificazione urbana e fotografie storiche, conducendo una ricerca negli archivi del territorio con cui creare un dialogo nel processo di creazione delle nuove immagini. Questa restituzione delle trasformazioni della città appare in sintonia con il recupero dei quartieri indicati dalla città di Parma.

Giacomo Infantino (Varese, 1993) presenta una proposta originale, capace di interpretare i luoghi del quotidiano con una forte carica onirica e immaginativa, in bilico tra documentazione e fiction. Tale approccio è stato ritenuto particolarmente interessante per una lettura inedita del contesto di riferimento della città di Padova.

Simone Massafra (Lecce, 1984) opera con diversi media per provocare interazioni e reazioni all’interno dello spazio urbano. La giuria ritiene che nella città di Milano – veloce, multiculturale, cosmopolita – il dispositivo ottico/performativo possa attivare interessanti processi di coinvolgimento e di ribaltamento dell’esperienza urbana.

La Commissione ha rilevato un buon livello generale dei candidati e delle candidate che, pur nella loro eterogeneità, hanno presentato profili professionali e portfolio di qualità, che denotano una generale crescita della produzione fotografica contemporanea in Italia. In tal senso ha inoltre valutato di assegnare le seguenti menzioni speciali quale riconoscimento di merito a: Valentina Casalini; Marco Casino; Stefano Conti.

Hanno fatto parte della Commissione Luigi Ratclif (Segretario Nazionale GAI), Matteo Balduzzi (curatore MUFOCO e coordinatore scientifico delle residenze), Antonio Maria Tedeschi (tutor città di Parma), Caterina Benvegnù (tutor città di Padova), Pietro Baroni (tutor città di Milano).

Leggi i commenti della giuria per ciascun candidato:
GAI - Giovani Artisti
MUFOCO

Progetto del Comune di Milano in partenariato con GAI - Giovani Artisti Italiani e Museo Fotografia Contemporanea, in collaborazione con Comune di Padova e Comune Di Parma con il sostegno di MiBACT e SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

NUOVO PAESAGGIO ITALIANO

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LINK

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date: 08-06-2019 02:47

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Still Young Gallery - "Nuovo paesaggio italiano" a cura di Alessandro Curti e Giada Storelli

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NUOVO PAESAGGIO ITALIANO
di Giacomo Infantino e Luana Rigolli
mostra a cura di Alessandro Curti e Giada Storelli
@Still, via balilla 36, Milano
| dal 5 al 20 giugno 2019 |
INAUGURAZIONE 4 giugno ore 18:30



Torna l’appuntamento con STILL Young che per questa occasione presenta la mostra NUOVO PAESAGGIO ITALIANO, un duo-show dei fotografi Giacomo Infantino e Luana Rigolli a cura di Alessandro Curti e Giada Storelli, in programma dal 5 al 20 giugno 2019.
Dopo il successo dei primi due appuntamenti di Still Young con Ritorno all’Isola di Arturo di Marta Giaccone (maggio 2018) e Blood on Blood (novembre 2018) di Marta Viola e Stefania Spadoni, l’esposizione NUOVO PAESAGGIO ITALIANO vuole tentare di aprire una riflessione sulle nuove interpretazioni della fotografia di paesaggio.

Nella storia della fotografia molti sono gli esempi, partendo da Un Paese (1954) di Cesare Zavattini e Paul Strand a il progetto Viaggio In Italia (1982) curato da Luigi Ghirri fino a Le spiagge Italiane (1995 – ad oggi) di Massimo Vitali, di come il paesaggio si presenti come un luogo privilegiato di osservazione, nonché specchio, dello spirito del tempo e della società in cui viviamo.

Giacomo Infantino e Luana Rigolli sono due giovani voci della fotografia italiana che utilizzano il paesaggio come loro campo d’espressione, interpretandolo tuttavia in maniera diametralmente opposta.
Da una parte la ricerca di Giacomo Infantino è un’indagine introspettiva dei luoghi della provincia e della relazione intima e complessa che essa costituisce. Un luogo interiore restituito per immagini, densi di oscurità stagnante, sospesi ed effimeri da lui percepiti. In mostra saranno presentati degli estratti dei due maggiori lavori di Infantino intitolati UN/REAL ed Ècdisi, che hanno come riflessione centrale quella dell’identità dell’uomo letta attraverso il paesaggio che lo circonda.
Dall’altra parte anche Luana Rigolli presenterà in mostra alcune immagini selezionate da due suoi progetti intitolati Linosa e Resurgo. Diversamente da Infatino, Rigolli ci offre una visione sul paesaggio con un approccio documentario ed oggettivo, dove le storie e le architetture che lo caratterizzano ne diventano le protagoniste. In Linosa Rigolli ci restituisce un’accurata descrizione su cosa significhi oggi vivere in una terra situata a 160 km dalla costa siciliana e raggiungibile solo dopo otto ore di traghetto. In Resurgo, invece, ci racconta di Arborea (ex Mussolinia) città di fondazione sarda costruita nel 1928 dal governo fascista. Questa ha la particolarità di essere abitata da una popolazione in maggioranza di origine veneta che, oltre al dialetto, mantengono vive tutt’oggi antiche tradizioni come la festa della polenta tramandate di generazione in generazione a giovani che in Veneto non sono nemmeno mai stati.

STILL YOUNG, costola di STILL Fotografia, è un progetto promosso e gestito da Alessandro Curti con l’obiettivo di promuovere e valorizzare giovani artisti e talenti emergenti, offrendo loro anche un servizio di consulting per comprendere a fondo i meccanismi del collezionismo e del mercato della fotografia. STILL YOUNG è un incubatore culturale per giovani artisti e creativi capaci di raccontare storie attraverso una progettualità originale, con consapevolezza critica del presente che ci circonda e capacità di dialogo tra diversi linguaggi artistici.


BIOGRAFIE

Giacomo Infantino si laurea in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Ad oggi frequenta, nella medesima sede, il Master in Fotografia e arti visive. Dopo il conseguimento del diploma accademico ottiene una borsa di studio di merito a finanziamento della propria ricerca artistica. Nel 2017 viene selezionato per il Canon Student Program tenutosi a Perpignan, in Francia, durante il festival Visa Pour L’image nel quale partecipa a workshop e incontri tenuti da autori internazionali come Jérôme Sessini, Shannon Ghannam e Nick Nichols.

Luana Rigolli dopo essersi laureata in Ingegneria Civile inizia il suo percorso con la fotografia. È membro e fondatore del "Ten X Ten Contemporary Photography Festival" che si tiene dal 2015 a Gonzaga. Nel 2017 ho studia fotogiornalismo presso la Fondazione Studio Marangoni di Firenze con Collective Terraproject.



GIACOMO INFANTINO e LUANA RIGOLLI
NUOVO PAESAGGIO ITALIANO
@Still, Via Balilla 36, 20136 Milano
5 al 20 giugno 2019
Inaugurazione 4 giugno h 18.30
Lun - ven 10.00 - 13 | 14 - 18
Sabato su appuntamento
Ingresso libero
www.stillfotografia.it
info@stilllove.it
+ 39 02 36744528

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Other Identity - Altre forme di identità culturali e pubbliche

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“OTHER IDENTITY” Altre forme di identità culturali e pubbliche | seconda edizione
A cura e di Francesco Arena
9 - 23 Marzo 2019 | GENOVA
Opening in tutte le sedi: Venerdì 8 Marzo H. 17:00
Ingresso libero
Galleria ABC-ARTE, Galleria Guidi&Schoen-Arte Contemporanea, PRIMO PIANO di Palazzo Grillo,
Sala Dogana-Palazzo Ducale
Mostra collettiva, evento internazionale d’arte contemporanea (Fotografia - Installazioni - New Media
Art - Videoarte - Electronic Music)
Con il patrocinio della Regione Liguria e Comune di Genova
In collaborazione con: Goethe-Institut Genua, Galleria ABC-ARTE, Galleria Guidi&Schoen-Arte
Contemporanea
Organizzazione: Benedetta Spagnuolo/ARTISTI ITALIANI-arti visive e promozione
Cover photo: Chiara Cordeschi

Partner e sponsor tecnici: Radiobabboleo, Il Secolo XIX, Locanda di Palazzo Cicala, EdArte-
Associazione Culturale, AA Photography di Alessandro Arnò e M. Lucia Menduni, Valentino Visuals,



Giunta alla sua seconda edizione Other Identity desidera decifrare un fenomeno ormai diffuso che
ha cambiato radicalmente il modo di “vivere” e “interpretare” la nostra immagine, costantemente
esibita e pubblicizzata: il nostro modo di autoritrarci e di presentarci al mondo, la
spettacolarizzazione di un privato che si trasforma in pubblico attraverso i social media, creando
nuove forme di identità in continua trasformazione.
“Other Identity” vuole essere una tappa di un progetto espositivo, che funga da cartina al tornasole
capace di misurare di volta in volta lo stato di una nuova grammatica narrativa, di nuove forme di
interpretazione della nostra immagine.
A confrontarsi sul tema dell’identità e dell’autorappresentazione sono artisti italiani e stranieri uniti
da una comune piattaforma emotiva e tematica, dalla quale poi sfociano ricerche personali ben
distinte, e dal comune linguaggio fotografico.
Una nostra peculiarità è quella di presentare artisti per la maggior parte inediti per la città per
favorire e stimolare la conoscenza del loro lavoro e l’interesse del pubblico.
La fotografia è qui il medium privilegiato in ogni sua forma, sia essa analogica o digitale, utilizzata
attraverso reflex professionali o smartphone, usata sempre con consapevolezza e coerenza
dall’artista che la piega alla propria ricerca personale, senza abusare di quelle post-produzioni spesso
impiegate per mascherare un’inesistente qualità dell’immagine. Il comune denominatore dei nostri
artisti è la loro “onestà intellettuale” nel senso di un consapevole, intelligente, lucido, semplice uso
del mezzo espressivo, a tratti brutale nella sua desolante rappresentazione del reale, spesso filtrato
da emotività malinconiche e sognanti, crudo iper-realismo, graffiante autobiografia, esibizionismo
pubblicitario e complesse dinamiche di intimità familiari. Non è corretto parlare di “artisti
selezionati”, ma di artisti che si sono scelti, avvicinati con quell’istinto “animale” che ci fa riconoscere
i nostri simili anche in cattività, identificare una piattaforma emotiva comune da cui poi sfociano
ricerche personali ben distinte legate però da questa tematica di fondo.


Artisti

Karin Andersen | Holger Biermann | Silvia Bigi | Isobel Blank | Manuel Bravi | Silvia Celeste Calcagno
| Marco Cappella | Ivan Cazzola | Maurizio Cesarini | Cinzia Ceccarelli | Chiara Cordeschi | Giacomo
Costa | Davide D'Elia | Amalia De Bernardis | Emanuele Dello Strologo | Montserrat Diaz | Boris
Duhm | Patricia Eichert | Nadja Ellinger | Erresullaluna + Chuli Paquin | Francesca Fini | Nadia
Frasson | Giorgio Galimberti | Debora Garritani | Chiara Gini | Federica Gonnelli | Christina Heuring |
Corinna Holthusen | Giacomo Infantino | Donatella Izzo | Richard Kern | Sebastian Klug | Sandra
Lazzarini | Francesca Leoni | Francesca Lolli | Tore Manca (Mater-ia) | Giulio Romolo Milito | Monica
Mura | Alessandra Pace-Fausto Serafini | Alexi Paladino | Carmen Palermo | Phoebe Zeitgeist |
Ophelia Queen | Francesca Randi | Bärbel Reinhard | Christian Reister | Natascia Rocchi | Solidea
Ruggiero | Paula Sunday | Marcel Swann | Roberta Toscano | Mauro Vignando | Ramona Zordini

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date: 11-02-2019 21:31

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Premio Equita/ Borsa di studio Accademia di Belle Arti di Brera

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"PREMIO EQUITA PER BRERA" AWARDS: YOUNG TALENTED ARTISTS AWARDED BY A JURY COMPOSED BY EQUITA, ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA AND EDITORIALE DOMUS REPRESENTATIVES

- DURING THE AWARD CEREMONY, THIS YEAR TO ITS FIRST EDITION, THE WINNING ARTWORKS HAVE BEEN ACQUIRED BY EQUITA AND SCHOLARSHIPS TO STUDENTS AND RESEARCHERS HAVE BEEN AWARDED

- EDITORIALE DOMUS AND EQUITA REALIZED A PUBLICATION TO ILLUSTRATE ACCADEMIA APERTA, THE EVENT PROMOTED BY THE ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA DEDICATED TO YOUNG ARTISTS

Today Equita awarded the "Premio Equita per Brera" and some scholarships during the initiative, this year to its first edition, with which Equita supports young talented artists of the Accademia delle Arti di Brera. The young artists presented their projects and artworks during "Accademia Aperta", event that takes place every year between July and August, and where classrooms of the historical building of Brera and other secondary locations of the Academy open to the public.
The award "Premio Equita per Brera" promotes the event Accademia Aperta through the celebration of young students and the high-profile research and didactic activities of the Academy, representing an important moment to value art and culture of Milan. The award, consisting in the selection and acquisition of four artworks, is among the initiatives put in place by Equita in 2018 within the three-year collaboration signed with the Accademia di Belle Arti di Brera. The selection of the artworks was made by a mixed jury composed by Equita, Accademia di Belle Arti di Brera and Editoriale Domus representatives.
The partnership also foresees the attribution of scholarships for merit to students, researchers and assistants to the teaching faculty selected by the Accademia di Belle Arti di Brera.

Equita also presented a publication realized with Editoriale Domus that illustrates the 2018 edition of Accademia Aperta and the award "Premio Equita per Brera", a publishing project in line with the strategy adopted by the institutions involved.

"We support talents and cultural institutions, and we do it together with qualified partners. We strengthen our values developing strong relationships with communities, creating social development and promoting culture, new opportunities and knowledge" declared Andrea Vismara, chief executive officer of Equita. "The Academy is one of the most important art institutions around the globe. It is a great pleasure for Equita to contribute positively to the progress and development of society, awarding talented artists and supporting students and researchers, coherently with what we do in other similar initiatives with universities".

The jury of the award "Premio Equita per Brera", taking into consideration values and competences of each participant, selected four artworks from a starting group previously submitted by the Accademia di Belle Arti di Brera. The jury:

Livia Pomodoro, president AccademiaFranco Marrocco, dean AccademiaGiuseppe Bonini, deputy director Accademia, Andrea Vismara, chief executive officer EquitaFrancesco Perilli, chairman Equita Group

Luigi Roth, chairman Equita SIM and president Gruppo lombardo dei Cavalieri del Lavoro Maria Giovanna Mazzocchi Bordone, chairman Editoriale Domus

awarded ex-aequo, with the acquisition and permanent exhibition of the artworks at the Equita premises in Milan, via Turati 9, the following students:

Elena Diana Lupu - Untitled, 2018

Jemberu Perrucchini - Gli ultimi giorni di Eliogabalo, 2018

Francesca Santoro - Cucirsi insieme, 2017

Shiro Teramoto - Untitled, 2017

The winning artworks will be included in a private collection promoted by Equita and dedicated to the award "Premio Equita per Brera".

In addition to such winners, Stefania Abico, Nadia Marni, and a group of artists (Ethel Irene Clorinda Annoni, Alessio

Cardenia, Sara D'Avola, Marco De Simone, Veronica Foresti, Sara Harder, Alessia Nosella, Stefania Oliveri) were mentioned by the jury.

Then scholarships for merit and particular commitment in extra-didactic activities, such as exhibition designs, workshop coordination and assistance in curating publications in their departments, went to
Giacomo Infantino, Giacomo Pigliapoco and Alberto Alhadeff.

Finally, among the tutors of the teaching faculty, three research grants were assigned to Elisa Isella, School of Restoration of the Department of Design and Applied Arts; Tamara Ferioli, School of Painting of the Department of Visual Arts; and William Perera, Design School of the Department of Design and Applied Arts. Underlying the selection was constant commitment in assistance to teaching and the continuous activity of analysis, research, experimentation and planning within the scope of each disciplinary field.

* * *

Equita Group

Equita is an independent investment bank, reference partner for Italian companies and institutional investors, with 45 years of experience. The business model is clear and focused: Sales & Trading on equities, bonds and derivatives for domestic and international institutional customers is combined with a high profile Investment Banking platform dedicated to advisory to companies and financial institutions. Proprietary Trading, with market making activities and advice on valuation of financial instruments, and Alternative Asset Management, providing traditional portfolio management on concentrated positions along with innovative private debt and private equity portfolio management, such as the special acquisition vehicle (SPAC), complete the range of specialized and synergic services offered. Moreover, all business lines are continuously supported by a Research team recognized for its excellence. Independent advice and deep knowledge of capital markets grant Equita credibility among domestic and international institutional investors, ensuring a unique positioning in the Italian market, with a focus on mid & small caps.

IN-DIFESA / MENOTRENTA

09-10-2018 22:48

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Indifesa - Arte contro la violenza di genere Premio artistico MENOTRENTA

"Woman is the Nigger of the World"
dal 15 Ottobre al 31 Ottobre 2018; Inaugurazione Lunedì 15 ottobre ore 18.00
Spazio Sala Colonne - Fabbrica del Vapore, Via Procaccini 4 - Milano

Qiao - "Through the door"
…."Woman is the Nigger of the World": nel 1972 John Lennon e Yoko Ono con questa canzone denunciavano la condizione della donna e il peso che nelle divisioni di genere opprime metà dell’umanità.
Oggi 2018, la consapevolezza che a “la donna è il negro del mondo” si sommi una condizione ancora più degradata: quella delle bambine e delle adolescenti che vivono il dramma dei matrimoni precoci, delle mutilazioni genitali, dell’avvio alla prostituzione, del lavoro minorile.

L’Associazione Le Belle Arti - Progetto Artepassante ha deciso di rispondere alla call to action diTerre des Hommes che, con il suo progetto indifesa, ha invitato i Comuni di tutta Italia e le associazioni presenti sui territori a intraprendere azioni concrete per sensibilizzare e formare i cittadini (in particolare bambini e adolescenti) sulla prevenzione di violenza, sfruttamento e discriminazione di genere.
Il Dossier 2018 della Campagna indifesa di Terre des Hommes, verrà presentato, l’11 Ottobre a Palazzo Marino, in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze.
L’Associazione Le Belle Arti - Progetto Artepassante, appoggia il progetto e, in accordo con la Fondazione Terres des Hommes e con l’adesione dell’ANPI Provinciale di Milano - Collettivo Artisti e Resistenze, propone nel trimestre ottobre - dicembre 2018 e nell’anno 2019 un insieme di appuntamenti, culturali e artistici: spettacoli, mostre, concerti, performance, corsi di formazione ecc.

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PHROOM / Dialogue - Roberto Caielli & Giacomo Infantino

28-05-2018 17:33

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Roberto Caielli: We have started working together, you as a photographer and I as a printer. We have begun this mutual dialogue which has become more and more a confrontation about themes and contents. In fact printing also for other people and not just for myself gives me the opportunity to look at the photos I print more deeply and in detail. It is impossible for me as a photographer not to enter the themes and the aesthetic values of an image. In the end rereading this dialogue, we met above all on the deep themes of my photos and yours.

Giacomo Infantino: it is true, printing has somehow fuelled a dialogue that has touched very interesting and deep fields, and the common points of a speech have been very stimulating. Your work on the cinema, Film Landscapes is something original which has impressed me also for my way of thinking and seeing. I clearly remember when we first met in a hot August day, when every place was shut by schorching iron bars, while I was desperately looking for several prints for an exhibition at the earliest. It was there that we started working together, and I’m saying this, because I realized that after the usual compliments, you left the role of the printer and we both started a real editing and reflection on the images that I took to your studio.I think that the prerequisite for a fine art printer consists of being able to read an image in its depth. A very rare dualism which lead me to to reflect upon, as I consider both process to be a sort of essential algorithm.

RC: let’s start from these concepts: idea, print and landscape: printing your latest photos I quite had the feeling of an original glance at a landscape , which is instead usual, habitual and I compared it with my glance as a photographer and printer on it. What is your idea of this landscape that we printed together?

GI: that is right, Roberto, I focussed my work on the Lombard province and the places at its borders.
I wanted to talk about those lands at the edge which apparently seemed plunged in an outward limbo, but which on the contrary reveal a lot of contemporary Italy. It is a liquid landscape, to quote Baumann, where the town itself decentralises its focal point to more and more flexible and changeable new landscapes. It widens into the province, expanding and resulting in changes, innovations, opportunities, but also deterioration at the same time. As a result we are being led to a constant change which is actually flattening. As a consequence the landscape is changing, like an inner psychosis between man and and the environment. My landscape loses its identity. It could be everywhere: Nebraska, North Dakota or anywhere , but it is Varese. For these reasons every landscape can be another place. With my photos I am going to communicate my sensation and view of this status quo, apparently under control whose tension, nevertheless, lots of us feel.
A lot of alienated and emotionless characters merge into this landscape. I often play the part of the actor and I feel like I am in a film by Antonioni, whenever I shoot. At the same time I see my photos printed throughout your interpretation. We chose matt cotton paper which conveyed smoothness to the tones, in order to objectify the underlying idea. It gave concrete form to an idea and an image. It gave back its function. Hence the dialogue with your work on the cinema and video arises.

RC: Film landscapes are very simply the photo of a film. I consider the film literally a landscape that has a spacial dimension ( the monitor, the movie screen) and the duration.
At the beginning I tried to photograph the whole film, from its beginning to the end with one shot at a very long exposure. Then I started working on fragments, on video art, on amateur videos and on short self made videos. Why the film? Because it is a part of my story and my culture more than the places. I grew up by watching Fuori Orario, hosted by Ghezzi on Rai 3 at night. It broadcasted amazing films, pearls of the 1920s, or Tarkovskij’s epigones in Eastern European countries. For me the arrival of the video recorder was something exceptional, It had a key role in my life. I could record and rewatch my favourite film at any time.
This gave the film a nearly superior value, because you were fully involved. The landscape created on television, which you could always reach , where you could always come back if you needed, or wished, was much more interesting than a beautiful real landscape.
Whereas, the use of pinhole was merely a technical requirement , not the only one I made use of, to have the chance of very long exposures.
The meaning of creating a film landscape is also to take possession of a landscape you desire but don’t have. I can photograph Alaska, or Antarctica even if I have never been there. Moreover, the film Landscape gives the film a continuity in addition to its existence while you are watching it. You can hang up the whole Shining in your sitting room, or you can say you have watched porn in a single glance without knowing it. I have hung a classic film with Brigitte Lahaie on my bedroom wall, over the bed and it works very well.
GI: but why would you photograph a film and print it, giving it an its own substance beyond?

RC: Reality is fluctuating, contemporaneity is fluctuating and in some ways the landscape, as well. The photographs of Film Landscapes are for example a timeless landscape, because I can photograph a film from the fifties and it becomes my absolutely contemporary landscape. The film landscape, if you like, is abstract at the same time, but this abstraction is not distortion or pictorial interpretation of reality. It is rather an answer of the subjective look on the landscape. I want my photo to be itself a disturbing landscape that has some relation with unconsciousness, dream, with something secret, interior, silent, unrestrained.
As Sergio Germani, the great film critic wrote about my photos to films, the bodies, hectic and disturbing soul of the film scene, fade away (think of an actress with an overwhelming personality and look) it remains a visual trace determined by what in the film is instead a visual background, less mobile. And this is often the landscape. They are landscapes, like the Amazon River in Aguirre the Wrath of God , or in the case of the latest Film Landscapes, obtained by short videos I made along the Toce river. They are mountains, like in the photo to Johnny Guitar by Nicholas Ray or The Shining by Kubrick, in which Jack Torrence’s family long double steep ascent by car across the mountains highlights the floating and cryptic landscape full of omens.
The meaning of the relation between the film landscape / monitor and the photograph/print is even clearer in the act of extrapolating single frames from a film or a video , manipulating them digitally choosing only a small part of the frame that identifies individual and photographic characters and then print them on fine art paper. In this case printing the manipulated frame acquires, in contrast to film Landscapes, a nearly fetishist value, transforming a static object into something born to be movement.
Then it has come out also for you this idea of a landscape which is mediated by the habit of watching a monitor, a film , the web, an eBook. As you know I am interested in this, because I consider what happens in the monitor a landscape itself. How does it happen in your photos?

GI: for me photography has always been affected by cinema and viceversa. You just have to remember Antonioni films , i.e. Deserto Rosso (1964) a feature film of the utmost importance, which contributed to giving shape to the new Contemporary Italian landscape.
It is about a symptom of alienation and fear of the landscape, which has become difficult to understand and unrecognizable.
Today thanks to new technologies, photography has become a usable means, mainly by a monitor and it has modified our way of living and reading an image completely. Therefore, it is unavoidable for a digital native like me or even more for the new generations to approach to the screen and the film world. We are more and more feeding ourselves on it and are completely absorbed by it.
In my photos there is the function of breaking away from reality and an objective landscape. Hence there is the need to mediate between an often intimate idea and the space of the film in which we project ourselves. For this need, in a lot of cases of the self portrait in which I try to have a less objective and more introspective idea of myself. A liquid landscape without any borders and virgin. This space is in itself the landscape in which we can alter time and the most straightforward dynamics and approaching to it we can dive into what we want it to be.

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Casamatta - Workshop #1 | Ecosistema Olona: Lettura territoriale

23-05-2018 22:31

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Il workshop (Modulo 1 e Modulo 2) si colloca all’interno di un processo di ri-costruzione di senso e rafforzamento della comunità avviato dal centro di volontariato ambientale Casamatta, di proprietà di Legambiente, situato nel suggestivo borgo dei Molini di Gurone a Malnate (Varese).

MODULO 1 | ECOSISTEMA OLONA: lettura territoriale
Urbanistica, Soundscape, Fotografia
15/16/17 Giugno 2018 - Molini di Gurone (Varese)

Questo workshop vuole descrivere il delicato paesaggio della valle del fiume Olona attraverso un’attività di ascolto sensibile e immaginarne uno sviluppo sostenibile in dialogo con gli attori che contribuiscono quotidianamente alla sua costruzione - amministratori, imprese, associazioni e cittadini.
Fin dal Medioevo, l'Olona è punteggiato di numerosi mulini che ne sfruttano l’energia; durante la rivoluzione industriale le piccole manifatture esistenti diventano importanti opifici. Trasformatosi negli anni in uno dei fiumi più inquinati d’Italia, l’Olona rappresenta oggi un retro, una “ferita” per il territorio, ma anche un luogo oggi rinaturalizzato e bonificato, da riscoprire e mettere al centro di nuove relazioni locali.

Chi sono, oggi, gli attori del paesaggio? Come viene percepito il territorio da chi vi abita e lavora? Qual è la nostra relazione con il paesaggio della vita quotidiana?
Tre discipline (Urbanistica, Soundscape, Fotografia) si intrecciano per una lettura complessa di un paesaggio che ha subito notevoli modifiche nel corso degli ultimi 50 anni: creazione della vasca di laminazione, cambiamento dell’alveo del fiume, abbandono della ferrovia, fabbriche e mulini chiusi, realizzazione di nuove infrastrutture.

OBIETTIVI FORMATIVI
Il Modulo #1 si propone di creare e consolidare una competenza nella lettura paesaggistica e territoriale attraverso un'analisi multidisciplinare. La lettura territoriale sul campo avverrà attraverso due recettori: Soundscape e Fotografia. Le due discipline interagiranno con l’Urbanistica, per rielaborare in chiave progettuale i dati raccolti.
L'obiettivo è la trasformazione e risignificazione di un luogo definito per anni ‘ecomostro’, partendo anche dal rinnovato interesse verso l’area della valle Olona. L'ottica non è quella di tutela di un paesaggio ormai devastato, ma di ricostruzione di un precario equilibrio.

DOCENTI
• Urbanistica
Prof. Arturo Lanzani (Politecnico di Milano)
Cristiana Mattioli (Politecnico di Milano)
• Soundscape
Lucio Visintini
Tutor: Marco Verdi
• Fotografia
Roberto Caielli
Tutor: Giacomo Infantino

casamattagurone.wordpress.com

Immagini contro il femminicidio A cura di Martina Corgnati e Paola Di Bello

09-05-2018 15:12

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PER TUTTE LE VIOLENZE CONSUMATE SU DI LEI, PER TUTTE LE UMILIAZIONI CHE HA SU­BITO, PER IL SUO CORPO CHE AVETE SFRUTTATO, PER LA SUA INTELLIGENZA CHE AVETE CALPESTATO, PER L’IGNORANZA IN CUI L’AVETE LASCIATA, PER LA LIBERTÀ CHE LE AVETE NEGATO, PER LA BOCCA CHE LE AVETE TAPPATO, PER LE ALI CHE LE AVETE TAGLIATO, PER TUTTO QUESTO: IN PIEDI, SIGNORI, DAVANTI AD UNA DONNA”.

William Shakespeare

Il giorno 22 maggio, alle ore 18, nell'ex Chiesa di San Carpoforo (via Marco Formentini, 14) verrà inaugurata la mostra "XXV ORA!" - Immagini contro il Femminicidio, promossa dall'Associazione Culturale Luna Rosa in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera e il patrocinio del MIBACT.

La mostra presenta le opere di 21 giovani artisti, studenti dell'Accademia e in particolare dei corsi di fotografia, selezionate fra le opere di coloro che hanno aderito all'invito dell'Associazione di realizzare un lavoro dedicato al drammatico tema del femminicidio, problematica che ha assunto i tratti di una vera e propria tragedia nazionale rispetto alla quale servono maggiore informazione, cultura e capacità di distinguere modelli e comportamenti, allontanando la ricorrente tentazione della rimozione della responsabilità.

L'appello promosso dall'Associazione è stato rivolto a tutti gli studenti, un centinaio dei quali hanno presentato progetti sottoposti all'attenzione di una Commissione composta dai proff. Martina Corgnati, Paola Di Bello, Paolo Rosso, da Mario Cresci, fra i maestri della fotografia italiana più attento e sensibile alle tematiche sociali e documentarie e dalla prof. Federica Turco dell'Università di Torino. Fra tutte le opere proposte questa Commissione ha selezionato i lavori che verranno proposti al pubblico nella mostra in oggetto. Fra essi, il giorno 22 maggio, una seconda commissione composta da Lorenza Bravetta (MIBACT), Franco Marrocco (direttore dell'Accademia di Brera), Maurizio Molinari (direttore del quotidiano "La Stampa") e Carmela Sanguedolce, presidente dell'Associazione Luna Rosa, selezioneranno le tre opere vincitrici dei premi acquisto, offerti dalla stessa Associazione.

Le opere e la mostra tutta parlano la lingua dell'arte per rivolgersi alla coscienza civile, alla sensibilità e alla cultura, del pubblico e potenzialmente di tutti, nella convinzione che l'educazione morale, ma anche estetica, possano avere un ruolo importante nel migliorare e rendere più umano il mondo che abitiamo insieme.

Dopo la tappa milanese, la mostra proseguirà per Roma, Firenze e Crotone, dove l'Associazione ha sede.

L’Associazione Culturale “Luna Rosa” promuove, da oltre due anni, la fotografia e le arti visive, in particolare quelle femminili, sostenendo la valorizzazione della fotografia quale vero e proprio bene culturale da tutelare, ed è impegnata ad approfondire tematiche specifiche, inerenti i rapporti fra donna, arte, comunicazione, diritti, sessualità, maternità, lavoro, storia e paesaggio e a rivalutare il contributo femminile nella storia della fotografia e dell'arte contemporanea.

L’Universo femminile costituisce, inoltre, il cuore della collezione fotografica promossa dalla Presidente dell’Associazione, Carmela Sanguedolce, che conta attualmente oltre trecento opere di autrici di primissimo piano, italiane e internazionali. Un impegno a favore della donna nell’arte che Luna Rosa condivide con le principali istituzioni accademiche del Paese, con il sistema scientifico universitario e con le esperienze più innovative dei settori delle produzioni artistiche e dell’industria creativa.

La scelta di dedicare al tema del “Femminicidio” la prima edizione del premio Fotografico Luna Rosa rientra in questa dimensione strategica, volta a favorire una riflessione laica su una vera e propria tragedia nazionale. "Con l’Accademia delle Belle Arti di Brera" - spiega Carmela Sanguedolce - "abbiamo intrapreso un prezioso rapporto di collaborazione, sfociato nell’istituzione di questo premio riservato agli studenti, a coronamento del loro impegno estetico, etico e civile e del loro esercizio di sensibilità creativa. Uno stimolo e un omaggio anche per i giovani provenienti da culture e paesi diversi, che hanno consapevolmente scelto di maturare e realizzarsi attraverso la conoscenza, la cultura e l’arte, condividendo con noi, con illustri esponenti del mondo della fotografia e con donne vittime di violenze, momenti di incontro e di confronto".

Prima commissione selezionatrice

Martina Corgnati

Mario Cresci

Paola Di Bello

Roberto Rosso

Federica Turco



Seconda commissione selezionatrice

Carmela Sanguedolce

Maurizio Molinari

Franco Marrocco

Lorenza Bravetta



“XXV ORA!” - Immagini contro il femminicidio

A cura di Martina Corgnati e Paola Di Bello

Organizzato dall’Associazione Culturale Luna Rosa

Con il patrocinio del MiBact e con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Prize "BìFoto" / International Festival Of Photography in Sardinia.

BìFoto – Festival Internazionale della Fotografia in Sardegna – giunge alla sua ottava edizione. Un traguardo importante che porta con sé entusiasmo ma anche voglia di riflessione.

Questo ottavo appuntamento si pone in linea di continuità con il percorso fin’ora seguito e conferma suo scopo principale la lettura del mondo, il tentativo di comprensione del quotidiano nel suo accadere. Allo stesso tempo, BìFoto alza la posta con un’edizione ancora più attenta alla Fotografia come mezzo privilegiato per scandagliare il mondo. Mantenendo ferma la tradizione, anche questa edizione prende le mosse da un “titolomusicale” e omaggia un grande protagonista italiano. Con “Ma il Cielo è Sempre più Blu” il BìFoto elegge padrino onorario Rino Gaetano, cantautore ironico, ruvido, apparentemente scanzonato ma in realtà acutamente impegnato nella denuncia sociale. Gli stessi aggettivi, la stessa attitudine di Gaetano cercherà di avere questa edizione del Festival, alternando differenti declinazioni della parola Fotografia. “Ma il Cielo è Sempre più Blu”, giocata su spiazzanti parallelismi che leggevano l’Italia degli anni Settanta, si dimostra ancora ferocemente attuale e diventa guida per leggere le contraddizioni non solo di una nazione ma di un’epoca. Una canzone come guida per analizzare un presente che non deve trovarci indifferenti o distanti ma partecipi e attenti e, soprattutto, convinti che, nonostante tutto, il cielo può essere sempre più blu.

Vincitori Premio BìFoto 2018

Rosi Giua – La parola riconquistata
Giacomo Infantino - Unreal
Gigi Murru – A/R
Francesca Pili - Abruxausu
Gian Marco Sanna – Malagrotta
Francesca Porcheddu (Menzione speciale) – The sound of silence
Christian Murgia (Miglior lavoro scuola “La Bottega della Luce”) – Fino alla fine della notte

BìFoto

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999 Domande / Una collezione di domande sull'Abitare contemporaneo

La casa, a cavallo tra il mondo fisico e quello digitale: nuovi immaginari che trasformano le nostre esistenze. Una mostra collaborativa e mutante in funzione del tempo e dello spazio. 999 domande per 999 modi di abitare possibili. L’abitazione come non l’abbiamo mai vista prima. 999 domande sull’abitare contemporaneo. Trasformazioni tecnologiche, sociali, economiche. La casa, il senso di dimora, le residenze del nostro vivere. Un palinsesto di esperienze italiane affiancati da una serie di ospiti internazionali in grado di coinvolgere il grande pubblico in maniera interattiva e partecipata grazie a una serie di ambientazioni fisiche, digitali e social. Una mostra da guardare, da toccare, da provare. Detto anche: “se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. Una grande mostra sull’abitare che è in prima istanza una grande casa, con i suoi vari ambienti, situazioni, attività e relazioni.
Il visitatore compie un vero e proprio viaggio nell’abitazione di un futuro che si è fatto presente, spostandosi da un ambiente all’altro e interagendo in prima persona con tutta una serie di nuovi modi di “abitare”. La casa non è dunque intesa come un luogo, quanto piuttosto un’esperienza. Questa mostra vuole raccontare queste nuove “esperienze” dell’abitare. Un abitare nuovo dove il confine tra l’interno e l’esterno è diventato labile e incerto. Una casa che si apre al mondo, una città che accoglie forme e modalità diverse dell’abitare e del vivere.


In mostra

Baczynski Giulia Flavia – Vedute di una montagna frattale;

Bastianelli Matteo – Maiora premunt;

Becchetti Simone, Marra Gabriella (UNSCRIPTUS) – Le città d’arte ai tempi della sharing economy;

Bellomo Fabrizio – Archivio dell’architettura di scarto;

Bertoldi Luca – Prodotti infinti;

Boccaccino Roberto – POTENZA 100;

Bosio Dario – CO:ABITARE;

Braconi Alessandro – LLL – Laurentino 38 Living Lab;

Bressan Alessia – IbridHabitat (Movibili);

Cafarotti Valentina, Landi Federico – RHIZHOMES;

Calabrese Alessandro – Vuoti;

Calore Elisa, Banfi Riccardo, Berrone Riccardo, Stocco Matteo – Spazio Democrazia;

Cantoni Saverio, Castellano Viola – Assemblage Italia!;

Caracciolo Alice, Fiorella Francesca, Quarta Caterina – SEIMILAPIEDI;

Caredda Francesco – Con noi due dentro al buio;

Casino Marco – Prato, futuro sociale prossimo;

Cirilli Francesca – CHECK-IN’ YOUR HOME;

Clavarino Tomaso – Limite invalicabile;

De Belle Louis, Ornaghi Nicolò – Esterno Domestico. Infrastrutture per l’abitare;

De Vecchi Giorgio, Tesio Guido – The Pale King;

Di Noto Giorgio – Valle del Belice;

Fassini Irene, Ruggieri Sara (AISLAB) – Tempo di ritorno;

Ferrari Francesca – Tracce informali dell’abitare;

Friello Valerio – Gusci;

Galanello Giovanni Emilio – TELLURICHE. I moti dell’abitare;

Guttagliere Alessandra – Italia Celeste;

Infantino Giacomo – To The Northwest;

Iovene Francesca – Abitare il limite;

Lisi Daniele – VECCHIE RUGGINI;

Lodeserto Arianna – BELLA MA NON CI VIVREI. ROMANA INCHIESTA SULL’ABITARE;

Londero Igor – Earthquakes;

Maistrello Rachele – PENNABILLI;

Mizzotti Simone – Paesologia;

Mori Tommaso – R-nord;

Moriniello Flavio – #ABIT@(HABITAT);

Mortarotti Vittorio – Fiori e meraviglie;

Neri Francesco – Ritratti;

Nunziata Nicola – CASE PER L’ITALIA;

Passaro Marco, Guglielmo Gloria – Mush/rooms;

Racanati Sergio – Geografie dell’abitare il lavoro: introspezioni corporee di un campionario esemplificativo di architetture del fallimento;

Ruggieri Anna, Uyangoda Nadeesha – La ringhiera 22;

Sambini Alessandro – La media dei nostri paesaggi;

Santese Luca – Abitatori del tempo;

Santilli Simone, Benetton Niccolò (THE COOL COUPLE) – NOBODY REALLY CARES IF YOU DON’T GO TO THE PARTY;

Sassone Roberta – Abitare informale;

Torra Federico – 500 km²;

Toscano Alessandro – Italian Tourism Places;

Urru Fausto – “Il ricchissimo nihil ” – Paesaggio e identità in Sardegna;

Valentini Jacopo – Temporaneo;

Weber Hugo – Homeless Diary



Crediti


A cura di
Stefano Mirti

Coordinamento
IdLab

Progetto di allestimento
Petra Tikulin

Progetto grafico
Print Club Torino / Quattrolinee

Ideazione e produzione video
Pierluigi Anselmi con Giovanni Cola

Comunicazione social
LifeGate

Link: 999 Domande
La Triennale Di Milano
Mufoco

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